La cicatrice è un segno, una linea di confine: visibile o invisibile che sia, dopo di essa nulla può tornare come prima.
Il mio desiderio è partire da ogni cicatrice per superare il limite della paura, facendo tesoro di quel segno che ci rende uniche e speciali testimoni di vita.

Chiara Vogliazzo

Chiara

Chiara, classe 1972, 178 centimetri, una cascata di riccioli e un sorriso limpido come il suo nome. Si confronta con la malattia per il cancro al colon che scopre dopo essere diventata mamma.

All’indomani dell’operazione e delle cure, il lento ritorno alla normalità, per Chiara, assume le sembianze di una ricerca, di un modo in cui plasmare un materiale intimo dolente e senza forma… Quando ecco l’intuizione: uscire dal silenzio, incontrare altre donne con esperienze di vita simili, fotografare le loro cicatrici e il loro ritrovato sorriso come messaggio di speranza, racchiudere queste foto in un calendario a scopo benefico.

È un giorno di marzo del 2013, Chiara è in macchina su una strada percorsa mille volte ma che, quel giorno, si rivela diversa: è il superamento del limite, la scintilla del progetto Cicatrici di vita.

Il progetto

C’è un momento in cui tutto si combina: avviene per caso, senza che una persona lo cerchi. E allora i pezzi s’incastrano e quei tasselli rimasti dentro per anni, divisi e dolorosi, prendono una forma impensata ma straordinariamente compiuta.

A Chiara succede mentre guida per andare a una cena organizzata per la fine di un corso di fotografia che ha frequentato. La malattia, le cure, la cicatrice, le foto… Tutto si combina all’improvviso nell’idea di un calendario a scopo benefico: “ogni mese una donna fotografata prima con la cicatrice coperta e poi con la cicatrice in mostra per far capire che, anche quando non si vedono, le cicatrici ci sono, e sono profonde”. Ma è proprio da tale profondità che scaturisce lo slancio per l’inno alla vita che Chiara intuisce.

Da quel giorno, il passaggio dall’intuizione alla realtà si compie in una sequenza di passi che attraversano due anni. Chiara inizia a percorrerli da sola, ma è proprio uscendo dalla sua solitudine che incontra condivisione ed entusiasmo. Trova l’associazione Per te Donna, che dal 2003 si occupa di aiutare malate oncologiche. Trova il sostegno del suo insegnante di fotografia, il maestro Alessandro Citti. Trova la prima donna che diventerà protagonista di uno dei mesi del calendario: è una mamma come lei, la vede ogni mattina accompagnare suo figlio all’asilo, ha la testa coperta da una fascia… Chiara non la conosce ma non ha dubbi: un giorno l’avvicina, si presenta, le racconta la sua storia e le parla di Cicatrici di Vita tutto d’un fiato, perché solo così ci  può riuscire. La reazione di

Federica – così si chiama quella donna – è un abbraccio, un sì talmente forte da sancire il definitivo assenso al progetto Cicatrici di Vita.

Chiara va avanti, fa altri passi, incontra altre donne, continua a raccontare di sé, ascolta le esperienze altrui, rielabora la propria. Da una, le donne diventano due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci, undici, dodici contando la stessa Chiara, dodici come i mesi che compongono un anno: il calendario inizia a diventare realtà!

Fra novembre 2014 e aprile 2015 il fotografo Alessandro Citti realizza gli scatti mentre Silvia Gerzeli cura make-up & hairstyle, Rino D’Anna si occupa della progettazione grafica del calendario, Cinzia Donati si dedica all’ufficio stampa.  Si aggiunge il patrocinio dei Comuni della Versilia, della Provincia di Lucca e dell’Asl Versilia, si aggiunge il sostegno di diversi sponsor locali per far sì che il calendario vada in stampa.

A guardarli a ritroso, i passi di Chiara disegnano chilometri ma non per questo lei smette di camminare: il calendario Cicatrici di vita 2016 è uscito, ma c’è da organizzare le mostre fotografiche dei dodici ritratti che lo compongono, da programmare una serie di incontri volti ad affrontare gli aspetti psicologici del cancro… C’è da pensare a un nuovo calendario, perché le cicatrici di vita possono essere tante…

Chiara cammina e cammina, con la forza di quel sorriso limpido finalmente ritrovato.

Il Calendario 2016

Annalisa, Donatella, Federica, Gina, Isabella, Loredana, Luana, Raffaella, Sandra, Simona L., Simona R., e Chiara: ecco è il calendario Cicatrici di vita 2016. Donne diverse per età e per le parti del corpo segnate da cicatrici, ma tutte ugualmente positive e desiderose di lanciare un messaggio importante: “le cicatrici sono profonde nel corpo e nell’anima, ma la rinascita è ancora più forte, si può guarire e uscirne con il sorriso”. Ognuna di esse è protagonista di una pagina del calendario 2016 attraverso due scatti, il primo con la cicatrice coperta, il secondo con la cicatrice esposta. Con loro, qualche oggetto che è stato significativo durante il percorso di malattia e di cura, più una frase simbolo del loro coraggio.

Una diversa rappresentazione dell’immaginario legato a donna e cancro: niente di tetro o di angosciate, nessuna foto in bianco e nero, bensì immagini a colori e volti sorridenti non per dissimulare un dolore ma per segnare la rinascita dopo aver guardato in faccia le cicatrici di anima e corpo, aver fatto pace con loro.

Il sorriso delle dodici donne di Cicatrici di vita 2016, quindi, è rivolto a una nuova possibilità d’esistenza senza dimenticare il passato, e quello stesso sorriso è anche il modo in cui il primo passo di Chiara si è moltiplicato per diventare veicolo di speranza e di aiuto.

L’intero ricavato di Cicatrici di vita 2016, infatti, sarà devoluto all’Associazione Per te donna che da anni sostiene e affianca le malate oncologiche e le loro famiglie.

Info e contatti

Se desideri ottenere informazioni sul progetto Cicatrici di vita oppure ordinare il calendario 2016, compila il form sottostante

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